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INCIPIT

UNA GOCCIA, L’INIZIO

“Una goccia d’acqua nasce un attimo
svanisce un attimo
rimane meravigliosa
pura forma invisibile
più che guardare
sentire un suono
che continua nel silenzio”

Kengiro Azuma, 2009

UN PROGETTO CORALE

I PROGETTISTI

Progetto generale ed esecutivo del recupero architettonico
e distributivo del borgo: Arch. Cosimo dell’Acqua
Interior design e progetto illuminotecnico: Arch. Simone Micheli
Progetto Grafico: Roberta Colla Micheli

DA DOVE TUTTO HA ORIGINE

LA GOCCIA CHE PLASMA

La storia di “AQUATIO” comincia con una goccia, figura semplice e pura che con il suo incessante cadere plasma la materia, forma gli spazi, gli arredi, la struttura.
Una goccia è l’opera d’arte in bronzo di Kengiro Azuma “MU765G”, situata in uno dei due ingressi principali della struttura, che riassume nella sua semplicità il senso della vita attraverso la metafora del ciclo dell’acqua.
Il candore e la sinuosità della goccia hanno guidato il fare progettuale dell’architetto Simone Micheli durante la figurazione degli spazi interni, nella definizione degli arredi, nella creazione dell’affascinante ed abile progetto illuminotecnico.
La goccia, con la sua perseveranza e purezza intrinseca, ha animato l’operato dell’architetto Cosimo dell’Acqua durante la realizzazione del progetto generale ed esecutivo del recupero architettonico e distributivo del Borgo.

I SASSI DI MATERA

LA GOCCIA SCAVA LA ROCCIA

La goccia sintetizza l’origine millenaria dei Sassi di Matera e le loro caratteristiche:

erosione: l’azione erosiva di una goccia d’acqua che con tempo e pazienza scava i banchi di calcarenite, modellando il paesaggio e rendendolo unico;

custodia: l’acqua raccolta fino all’ultima goccia dalla popolazione materana attraverso le cave naturali o sapientemente realizzate, custodita in cisterne, pozzi, conche e palombari come un bene prezioso;

aggregazione: attorno alle cisterne si sviluppavano i vicinati, piccole comunità di cittadini che attraverso l’acqua condividevano la quotidianità.

La locuzione latina “Gutta cavat lapidem” (“la goccia scava la roccia“) esprime chiaramente il carattere degli abitanti di questi antichi rioni in quanto il tempo e la pazienza possono portare a grandi risultati.

IL NOME DEL BORGO

I LUOGHI, LE EMOZIONI

Il nome del borgo, “Aquatio“, deriva da una citazione di Cicerone presente nell’opera “De officiis”, libro III del 44 a.C., in cui con ăquātĭo si indicava il luogo di approvvigionamento d’acqua.

“Aquatio è una vera e propria opera d’arte da vivere ed esperire. Uno spazio che oltrepassa la tradizionale concezione di tempo, dando vita ad un unicum inscindibile di passato, presente e futuro.” – Simone Micheli

“Un’atmosfera in cui emozione e benessere si fondono insieme avvolge l’uomo che varca la soglia di ingresso. L’esperienza vissuta diviene memoria, attiva nella mente ed abile nel guidare i successivi accadimenti.” – Cosimo Dell’Acqua